<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</title>
	<atom:link href="https://www.aac-consulting.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.aac-consulting.it/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 28 Feb 2022 16:49:16 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.2.9</generator>

<image>
	<url>https://www.aac-consulting.it/wp-content/uploads/2021/01/cropped-favicon-aac-consulting-1-32x32.png</url>
	<title>AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</title>
	<link>https://www.aac-consulting.it/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>LO SVILUPPO PSICOLOGICO DEI BAMBINI 0-6 ANNI: UNA SPIA DAL FUTURO! INNOVARE CON UN PROGETTO SOCIALE – PARTE #2</title>
		<link>https://www.aac-consulting.it/lo-sviluppo-psicologico-dei-bambini-0-6-anni-una-spia-dal-futuro-innovare-con-un-progetto-sociale-parte-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AAC Consulting]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Feb 2022 16:49:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[LO SVILUPPO PSICOLOGICO DEI BAMBINI 0-6 ANNI]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.aac-consulting.it/?p=88418</guid>

					<description><![CDATA[</p>
<p>Nei giorni in cui questo progetto iniziava ad assumere una forma maggiormente definita, nessuno di noi forse poteva aver piena consapevolezza o prevedere vagamente, ciò che ci avrebbe attese nei mesi a venire.</p>
<p>Oggi, a distanza di tempo, è invece purtroppo possibile comprendere appieno l’importanza e la necessità della promozione di iniziative di sostegno rivolte a [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aac-consulting.it/lo-sviluppo-psicologico-dei-bambini-0-6-anni-una-spia-dal-futuro-innovare-con-un-progetto-sociale-parte-2/">LO SVILUPPO PSICOLOGICO DEI BAMBINI 0-6 ANNI: UNA SPIA DAL FUTURO! INNOVARE CON UN PROGETTO SOCIALE – PARTE #2</a> proviene da <a href="https://www.aac-consulting.it">AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-88418"></span></p>
<p>Nei giorni in cui questo progetto iniziava ad assumere una forma maggiormente definita, nessuno di noi forse poteva aver piena consapevolezza o prevedere vagamente, ciò che ci avrebbe attese nei mesi a venire.</p>
<p>Oggi, a distanza di tempo, è invece purtroppo possibile comprendere appieno l’importanza e la necessità della promozione di iniziative di sostegno rivolte a genitori, insegnanti, educatori che si confrontano quotidianamente con bambini nella fascia d’età 0-6 anni.</p>
<p>Se è vero e non discutibile che tale periodo sia sempre stato considerato cruciale nella vita dei soggetti, tanto da essere descritto come “il suolo sul quale andremo a camminare per tutta la vita” (Lya Luft), le criticità causate dalla pandemia di Covid-19 e dalle inevitabili restrizioni e cambiamenti richiesti per il contenimento della stessa suscitano oggi ancor di più nuove e inattese preoccupazioni.</p>
<p>Già negli anni ’60 – ’70 lo psicologo E. Erikson evidenziava come la costruzione dell’identità in età infantile fosse influenzata da fattori psicosociali quali abitudini familiari e comportamenti ripetitivi, che sanciscono l’appartenenza e la condivisione, e aiutano ad attraversare in maniera “sana” le fasi evolutive e i problemi connessi<em> (Cerniglia L, Cimino S, Ammaniti M, 2020)</em>.</p>
<p>La pandemia di fatto ha fatto “saltare” regole prestabilite e schemi consueti: quarantena, distanziamento sociale e misure di protezione dalla pandemia da Covid 19 hanno rappresentato potenziali fonti di stress per i bambini.<br />
Stress a volte anche gravi, a causa del perdurare dei cambiamenti repentini e prolungati nei ritmi quotidiani di vita familiare e scolastica, come perdita di routine, riduzione delle possibilità educative e ludico/esplorative all’aperto, e del “respirare” un clima di ansia/paura e incertezza per il futuro <em>(Sansavini A, Trombini E, Guarini A, 2020).</em></p>
<p>È sufficiente in merito riflettere su alcuni dei primi dati che emergono da ricerche e indagini inerenti gli effetti di questi mesi sui bambini più piccoli. Dall’analisi dei dati relativi alle famiglie con figli minori è emerso per esempio che nel 71% dei bambini sono insorte problematiche comportamentali e sintomi di regressione.</p>
<p>Per quel che riguarda i bambini al di sotto dei sei anni, nello specifico, è osservabile i un aumento abnorme di disturbi o semplici segnali di disagio quali aumento dell’irritabilità, paura del buio, perdita dell’appetito, encopresi, enuresi, disturbi del sonno e disturbi d’ansia, come inquietudine, ansia da separazione e stati di regressione comportamentale generale.</p>
<p>Non è poi da dimenticare un ulteriore elemento che nei giorni scorsi la rivista Lancet ha fatto emergere e che già solo di per sé rende l’idea di quanto il contesto attuale possa nascondere fattori di rischio preoccupanti: a seguito della pandemia sarebbero infatti più di un milione e mezzo i bimbi che avrebbero perso un genitore.</p>
<p>Anche in considerazione di quanto detto appare evidente l’assoluta necessità di sostenere le figure significative che animano con ruoli distinti il mondo dei bambini soprattutto in quegli anni così fondamentali per lo sviluppo cognitivo, psichico, fisico, linguistico e sociale dell’individuo. Ciò che saremo da “grandi” dipende in larga parte da ciò che abbiamo vissuto da “piccoli”.</p>
<p>Diverse ricerche nel campo della psicanalisi dimostrano, come sia proprio in questo speciale periodo di vita, che va dagli zero ai sei anni, che prendano vita le dinamiche centrali per la formazione della personalità del bambino e della bambina, come questa fase racchiuda le tappe fondamentali per la genesi dell’immagine corporea, del narcisismo primario, della funzione dell’amore per sé stessi, della relazione con il proprio mondo interno.</p>
<p>Nei primi tre anni di vita l’individuo sviluppa e comincia a strutturare quella relazione con il mondo esterno che lo accompagnerà per la vita, dando vita a quei fondamentali processi sottostanti alla fiducia, alle capacità espressive più importanti come la creatività, l’autodeterminazione, l’autoregolazione, l’autocontrollo e l’integrazione con ciò che lo circonda.</p>
<p>La Psicoanalisi studia e cura in particolar modo l’integrazione della psicosessualità nella personalità del bambino e lo sviluppo dell’orientamento sessuale, dell’identità di genere e della salute erotica nel rapporto con i genitori. Il complesso edipico racchiude tutti i passaggi evolutivi del bambino da oggetto accudito, nutrito, protetto ed educato a soggetto autonomo, interprete e protagonista della propria vita. Se i genitori non rispondono in modo adeguato alle tappe inconsce del piccolo nei primi tre anni di vita, lo sviluppo potrebbe in seguito mostrare difficoltà emotive nella costruzione di relazioni d’amore mature, come accade per esempio nei Disordini del comportamento alimentare, dato che il cibo è il primo oggetto di scambio tra genitori e figli.</p>
<p>Freud sostiene che nell’inconscio umano ci siano due pulsioni operanti: la pulsione di morte detta Thanatos deputata all’autoconservazione e la pulsione di vita detta Eros deputata alla riproduzione.</p>
<p>L’educazione sentimentale, morale, etica e sociale dovrebbe essere incanalata e finalizzata a modificare Thanatos, la pulsione distruttiva, attraverso la civilizzazione e la socializzazione. Il bambino educato sviluppa la coscienza civile, la solidarietà, l’appartenenza e l’amore per i propri simili in modo fisiologico, attraverso i neuroni specchio che lo stimolano ad imitare i modelli adulti. Questo processo educativo, che dura fino alla maggiore età, diventa codice morale e regolamenta il comportamento sociale del bambino tramite la voce della coscienza.</p>
<p>La psicoanalisi si occupa di tutto il ciclo del processo chiamato ‘sviluppo libidico’, cioè l’integrazione della psicosessualità nella personalità del bambino, in quanto soggetto in grado di sentirsi e di essere, da adulto, un oggetto del desiderio.</p>
<p>Il complesso edipico riguarda il processo di innamoramento dei figli per i genitori del sesso opposto. Dal normale decorso di questo sviluppo si impara ad amare prima il papà se si è femmina, o la mamma se si è un maschio, poi da adolescenti, lo si sostituisce con un partner.</p>
<p>Se il genitore non autorizza inconsciamente tale passaggio, si parla di incesto psichico. Quello fisico è punito come abuso, mentre quello psichico resta ancora nella terra di nessuno.</p>
<p>Dopo nove mesi, il bambino, volente o nolente esce dalla pancia della madre e inizia la gravidanza psicologica, all’interno della propria casa, ‘l’utero di pietra’, e della relazione emotiva con i genitori, ‘il liquido amniotico affettivo’. È dimostrato che il bambino assorbe fin da piccolo le emozioni della famiglia, come l’albero succhia, attraverso le radici, l’acqua dalla terra. Ognuno di noi rappresenta il prodotto tipico della propria famiglia, non c’è possibilità di scampo. Mentre la gravidanza fisica ha un termine preciso, oltre il quale la vita non continua, la gravidanza psicologica va dagli zero ai diciott’anni e oltre, ed è un percorso pieno di incognite.</p>
<p>Senza dimenticare, poi, i contributi apportati dall’antropologia e la psicologia evoluzionista che arrivano, addirittura, a postulare come sia proprio dall’osservazione della natura, dai processi che vengono innescati nella prima infanzia e dalla loro durata, il momento nel quale si potrebbe trovare la risposta all’antico quesito del perché l’homo sapiens sia riuscito ad avere la meglio sulle altre specie.</p>
<p>Le dimensioni e la malleabilità del cervello umano, che al momento della nascita è circa un quinto delle dimensioni che assumerà da grande alla fine del suo processo di maturazione, consentiranno, infatti, grazie all’interazione con l’ambiente circostante soprattutto nei primi anni di vita, la costruzione e il rafforzamento di connessioni neuronali che svilupperanno le potenzialità latenti del bambino.</p>
<p>Se la maggior parte dei mammiferi esce dal grembo come una terracotta smaltata e non rimodellabile per non rischiare di mandarla in frantumi, gli umani, al contrario sono come pasta di vetro che una volta uscita dalla fornace può essere rigirata, stirata, modellata con libertà!</p>
<p>Per tale ragione è estremamente importante, acquisire conoscenze e approfondire le dinamiche caratterizzanti questo particolare periodo di vita, soprattutto per quanto riguarda i fattori di rischio e quelli di protezione in grado di promuovere un adeguato benessere psico-fisico-sociale.</p>
<p>Un ruolo fondamentale per la costruzione di tale benessere ovviamente è quello dei genitori: non si contano ricerche e studi da cui emerge che come la competenza genitoriale rappresenti un fattore protettivo sostanziale.<br />
È proprio l’atteggiamento protettivo e supportivo dei genitori, infatti, a giocare un ruolo decisivo nel modulare le reazioni emotive dei figli legate allo stress <em>(Cerniglia, Cimino, Ammaniti, 2020).</em></p>
<p>Il lavoro fatto con le famiglie e gli educatori del Comune di Parma, grazie alla visione dei video e agli incontri telematici, ha confermato quanto chi assolva il difficile ruolo genitoriale ed educativo abbia bisogno di spazi nei quali confrontarsi, acquisire conoscenze specifiche e far proprie strategie che consentano di assolvere al meglio e con la maggiore gratificazione possibile il proprio ruolo.</p>
<p>Aver avuto l’occasione di riflettere sulle dinamiche profonde che determinano i comportamenti e la costruzione della personalità dei propri figli, sulle strategie educative che consentano lo sviluppo nei bambini di un’immagine di sé funzionale, sulle capacità di gestione della propria leadership, come regole, accudimento, autonomia, e dell’inevitabile conflittualità insita nel proprio compito, si è rivelato particolarmente prezioso, anche se sicuramente non esauriente relativamente all’interesse manifestato.</p>
<blockquote><p>Durante le sessioni l’ampia partecipazione, il desiderio di approfondimento e di messa in discussione dei tratti della genitorialità ai giorni nostri è stata tangibile e sicuramente fonte di motivazione per interessarsi ed impegnarsi ancor più concretamente su tali tematiche, ricordando sempre, citando le parole di Rita Levi Montalcini che “le emozioni provate nei primi anni di vita, e altre sensazioni che hanno suscitato gioia o dolore, lasciano tracce indelebili che condizioneranno le nostre azioni e reazioni nell’intero corso della nostra esistenza”.</p></blockquote>
<p>MARIA MAZZALI &#8211;</p>
<p><em><span class="fontstyle0">Psichiatra, Psicanalista, Consulente per le Risorse umane e per la Psicologia dell’abitare</span></em></p>
<p>ROBERTO SARTORI-</p>
<p><em><span class="fontstyle0">Psicologo esperto in processi di formazione e sviluppo organizzativo</span></em></p>
<p><em>Fonte immagine: Unsplash – Senjuti Kundu </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aac-consulting.it/lo-sviluppo-psicologico-dei-bambini-0-6-anni-una-spia-dal-futuro-innovare-con-un-progetto-sociale-parte-2/">LO SVILUPPO PSICOLOGICO DEI BAMBINI 0-6 ANNI: UNA SPIA DAL FUTURO! INNOVARE CON UN PROGETTO SOCIALE – PARTE #2</a> proviene da <a href="https://www.aac-consulting.it">AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LO SVILUPPO PSICOLOGICO DEI BAMBINI 0-6 ANNI: UNA SPIA DAL FUTURO! INNOVARE CON UN PROGETTO SOCIALE- PARTE #1</title>
		<link>https://www.aac-consulting.it/lo-sviluppo-psicologico-dei-bambini-0-6-anni-una-spia-dal-futuro-innovare-con-un-progetto-sociale-parte-1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AAC Consulting]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Feb 2022 15:17:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[comune di parma]]></category>
		<category><![CDATA[servizi educativi]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo psicologico del bambino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.aac-consulting.it/?p=88378</guid>

					<description><![CDATA[</p>
<p>Next Genereration ita – Il passo uno</p>
<p>In un’epoca come l’attuale di progresso continuo, sovente si associa al termine Innovazione un significato tecnologico, come la digitalizzazione, la robotizzazione o la comunicazione tra sistemi via Internet. Diventa fondamentale, invece, mettere a premessa che il primo soggetto attivatore dell’innovazione è la risorsa umana che, usando il proprio pensiero [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aac-consulting.it/lo-sviluppo-psicologico-dei-bambini-0-6-anni-una-spia-dal-futuro-innovare-con-un-progetto-sociale-parte-1/">LO SVILUPPO PSICOLOGICO DEI BAMBINI 0-6 ANNI: UNA SPIA DAL FUTURO! INNOVARE CON UN PROGETTO SOCIALE- PARTE #1</a> proviene da <a href="https://www.aac-consulting.it">AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-88378"></span></p>
<h2>Next Genereration ita – Il passo uno</h2>
<p>In un’epoca come l’attuale di progresso continuo, sovente si associa al termine Innovazione un significato tecnologico, come la digitalizzazione, la robotizzazione o la comunicazione tra sistemi via Internet. Diventa fondamentale, invece, mettere a premessa che il primo soggetto attivatore dell’innovazione è la risorsa umana che, usando il proprio pensiero profondo e valoriale, può volontariamente indirizzare strategie e azioni verso la genesi personale e l’evoluzione del gruppo sociale tramite l’utilizzo opportuno della tecnologia.<br />
A causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, nel 2020 si è anche dissertato molto sul concetto di Resilienza come azione volontaria operativa per rimbalzare ed andare oltre un problema, cioè come reagire di fronte a traumi e difficoltà: nel momento dell’immobilismo diffuso a causa del lockdown è emerso decisamente evidente che “tra il dire e il fare…” l’elemento fondamentale del passaggio non è il mare, come cita il proverbio, ma il Fare!<br />
Da questa certezza ne è derivato l’assioma che non esiste resilienza senza innovazione, ed è esattamente l’applicazione di questa regola che ha consentito, nonostante la grave situazione, la realizzazione comunque di una commessa assegnata alla società A.A.C. Consulting da parte del Comune di Parma – Servizi Educativi 0-6 anni del territorio provinciale.<br />
Gli obiettivi dell’appalto erano in normale continuità con il lavoro svolto negli anni passati, con sessioni di formazione e aggiornamento dei coordinatori pedagogici, degli educatori dei nidi d’infanzia e degli asili, oltre ad incontri In presenza con le famiglie delle bambine e dei bambini di quella fascia di età.<br />
Da marzo 2020 una sconosciuta pandemia, invece, ha bloccato ogni operazione in presenza ed ha confinato quasi tutte le attività a comunicazioni digitali tramite piattaforme video, facendole diventare lo strumento principe per le interazioni nazionali ed internazionali; così è stata avviata una fase di analisi delle opportunità per lo sviluppo diverso delle attività della commessa, e dopo vari incontri, è nato un progetto destinato a diventare un format replicabile ovunque nel territorio italiano.<br />
Mi soffermerei sulle caratteristiche del momento dell’analisi, che è stato piuttosto sofferto, perché proprio al centro del periodo di massima incertezza sui tempi di riavvio delle attività generali e in assenza totale di esperienze simili alle quali collegarsi come “casi d’uso” per operare scelte. Era quindi una situazione di emergenza e i dati sui quali basarsi, per piegare alle necessità del momento la commessa concordata con un progetto coerente con le reali necessità della crescita dei bambini, erano pochi e frammentari.<br />
Ed è stato proprio in questo scenario che, dopo varie riunioni con la continua presenza di una psichiatra e psicoterapeuta e di uno psicologo per decidere con i responsabili del Servizi Educativi 0-6 anni cosa potesse realmente aiutare famiglie e operatori preposti a sviluppare in modo pedagogicamente adeguato questa nuova generazione di prossimi adulti, si è arrivati alla definizione degli obiettivi:</p>
<p>– Fornire informazioni sui comportamenti e sulle modalità di relazione più opportuni per la crescita dei bambini, tramite un percorso col titolo “Incontri per le famiglie e figure professionali del mondo della prima infanzia”, con sei incontri online in due rami, il primo con gli educatori e i coordinatori pedagogici, ed il secondo direttamente con le famiglie;<br />
– Creare un “CATALOGO PROGETTI FORMATIVI PER IL COMUNE DI PARMA – SERVIZI 0-6 ANNI” contenente 11 titoli ad alta pertinenza con gli obiettivi del Progetto e la relativa spiegazione dei contenuti realizzabili;<br />
– Registrare e montare sei video, da lasciare poi a disposizione del Comune di Parma, per avviare il dialogo formativo con l’esposizione dei contenuti di comportamento e comunicazione educativa migliori nel rapporto adulti-bambini, e una proiezione dei tipici risultati causa-effetto nel tempo degli scambi con i bambini della fascia 0-6 anni;<br />
– Archiviare i filmati video nell’area “Per la famiglia” del portale “Scuola di Futuro” del Comune di Parma (https://www.scuoladifuturo.it/), per consentire in entrambi i percorsi la visione e l’analisi tra il secondo e il terzo incontro. La collocazione pubblica in Internet è stata definita come opportuna per consentire la visione dei contenuti in qualsiasi momento successivo.<br />
I video sono stati realizzati con una durata di circa 35 minuti complessivi, con una tecnica lineare che ha previsto la contestualizzazione nel Catalogo, un titolo a tema, un intervento del medico psichiatra, seguito immediatamente dall’esposizione complementare del medico psicologo.<br />
I titoli dei video realizzati e la presentazione sono importanti per comprendere il livello di profondità degli argomenti.</p>
<p><strong>1. “C’era una volta…: Parlare del Coronavirus ai bambini”</strong><br />
Il corso si focalizza sulle inevitabili criticità che questo periodo porta con sé per gli individui e ancor di più per i sistemi familiari in particolare quando in essi vi sono bambini piccoli.<br />
In questi mesi ogni persona singolarmente e nella propria famiglia si trova ad affrontare una situazione piuttosto complessa in cui è molto facile cadere nell’enfasi emotiva che non aiuta i più piccoli a vivere questo delicato momento.<br />
I genitori, come tutti, sono spaventati e turbati, ma nello stesso tempo devono portare avanti il difficile compito di far stare il più tranquilli possibile i piccoli e di accompagnarli il più serenamente possibile a vivere questo periodo così epocale e di cui la generazione attuale non ha esperienza alcuna.<br />
Per questo motivo il titolo rievoca le modalità narrative delle fiabe e recupera la memoria dei nostri predecessori che hanno vissuto tali eventi, dai quali il genere umano si è comunque sempre ripreso ed evoluto.<br />
Nel corso si parla di intelligenza emotiva, di contesto globale e di resilienza nella prima parte, mentre nella seconda di quanto il ruolo genitoriale abbia un’importanza centrale sull’equilibrio psico-emotivo e quanto la presenza dei genitori sia un elemento rassicurante e un importantissimo fattore di protezione. Infine si offrono alcuni suggerimenti pratici ai genitori per restituire una narrazione idonea ai bambini per prevenire loro ansie e traumi.</p>
<p><strong>2. “Insieme per forza: Dinamiche del sistema familiare ai tempi del Coronavirus”</strong><br />
La famiglia ha una funzione di “sostegno, regolazione, educazione e socializzazione dei suoi membri” (Minuchin 1974).<br />
Tale funzione si realizza tramite dinamiche familiari, costituitesi nel tempo, grazie agli scambi fra gli elementi che la compongono, integrando differenti fattori individuali quali le peculiarità dell’ambiente, la cultura d’appartenenza, le caratteristiche di personalità e la storia di ciascuno dei componenti.<br />
Le dinamiche familiari possono essere definite come la “forza lavoro” all’interno della famiglia, in grado di produrre comportamenti più o meno funzionali negli individui che la costituiscono e di mantenere un equilibrio interno a fronte di cambiamenti contestuali.<br />
Il mutamento derivante dalle misure adottate per il contenimento del covid-19, ha in molti casi fortemente influenzato tali dinamiche, esasperandone in parte criticità e difficoltà magari preesistenti in forme meno palesi.<br />
Questo video si propone di favorire la riflessione su quali processi potrebbero interessare il nostro nucleo familiare, in questo particolare momento storico e come poter prevenire eventuali problematiche con l’adozione di semplici strategie.<br />
Perché non è sempre vero che insieme è meglio, soprattutto quando insieme è… per forza.</p>
<p><strong>3. “Il mestiere più affascinante e difficile del mondo: Il ruolo genitoriale e la fatica di educare”</strong><br />
Autori diversi definiscono l’essere genitore come il “mestiere più affascinante e difficile” che ci sia.<br />
Non si nasce “buoni genitori”, non vi sono patenti da conseguire per esserli, così come non vi sono “ricette” precostituite e sicure per assolvere questo faticoso compito.<br />
Si diventa genitore in base alle proprie esperienze, per tentativi ed errori, e confrontandosi con il proprio contesto sociale e culturale di riferimento.<br />
Si diventa genitori soprattutto per imitazione, cercando riferimenti nella relazione avuta con i propri padri e con le proprie madri.<br />
Tali modalità possono, però, rivelarsi inadeguate quando i contesti d’applicazione mutano rapidamente.<br />
Spesso, infatti, le metodologie educative sperimentate come figli appaiono oggi che si è passati dall’altra parte della barricata, vecchie, inadeguate, inefficienti.<br />
Essere genitori si impara facendosi domande, cercando voglia di crescere e migliorarsi senza ricercare ricette precostituite buone per tutte le stagioni, ma creandosi un proprio modo di essere genitori, liberandosi da alcuni preconcetti, ed elaborando le informazioni e gli spunti di riflessione che la relazione con i propri figli offre costantemente.<br />
Commettendo errori sicuramente nel proprio provarci, ma non sempre gli stessi, vivendo momenti di sconforto, ma non lasciando che questi ci facciano desistere, consci del fatto che sbagliare non è necessariamente solo sintomo di debolezza ma è anche opportunità di miglioramento</p>
<p><strong>4. “Il bozzolo del bruco e la farfalla: Il ruolo genitoriale tra autonomia e accudimento”</strong><br />
Molto spesso il confine fra il “prendersi cura” del proprio figlio e il sostituirsi ad esso, privandolo delle esperienze necessarie per una crescita armonica, è molto labile.<br />
Il desiderio irrealizzabile dei genitori di evitare rischi, sofferenze e frustrazioni ai figli comporta, infatti, l’assunzione di comportamenti spesso eccessivamente protettivi che impediscono a questi ultimi di completare correttamente il proprio processo di sviluppo, non acquisendo la sicurezza, la determinazione e la fiducia necessaria per affrontare le future sfide dell’esistenza.<br />
Il video tratta sinteticamente tematiche quali il ruolo dei genitori e le strategie efficaci per il supporto dei figli, durante le fasi di sviluppo che portano dall’attaccamento all’autonomia.</p>
<p><strong>5. “Gusci d’uovo, pulcini e omelette: La funzione delle regole nell’educazione dei figli”</strong><br />
Già da diversi anni è in corso un dibattito molto acceso soprattutto fra pedagogisti, psicologici ed educatori rispetto all’importanza delle regole nella crescita dei figli.<br />
Le visioni dominanti sull’argomento sono spesso state in totale contrapposizione.<br />
Anche storicamente è stato possibile, infatti, osservare un passaggio, a volte anche troppo radicale, da una posizione estremamente “rigida” in cui i genitori richiedevano estrema disciplina ai figli (semplificando, tale concezione considera il bimbo come “oggetto” cui in modo unidirezionale passare una condotta, già decisa, da seguire), ad una, forse troppa “morbida”, in cui il bimbo ha acquisito una posizione maggiormente protagonistica (il bambino diventa un “soggetto” con bisogni, idee, modalità espressive da ascoltare e stimolare) a volte anche in modo eccessivo, tanto che alcuni esperti hanno coniato la definizione di “Bambino Re” per descrivere quei figli che in alcuni nuclei familiari, con capricci, ricatti e atteggiamenti aggressivi, dominano sul “regno familiare”.<br />
Fra i due estremi, fortunatamente, esistono differenti declinazioni del rapporto fra la regola e la libertà individuale.<br />
Questo video si propone di analizzare il significato e l’apporto delle regole sull’educazione dei figli, anche alla luce delle più recenti ricerche scientifiche nel campo educativo e psicologico, con particolare attenzione agli effetti che le regole assumono sullo sviluppo del cervello.</p>
<p><strong>6. “L’età dimenticata: promozione del benessere fisico e psico-emotivo nel bambino nella fascia d’età 0-6 anni”</strong><br />
La prima infanzia è il periodo di tempo che forse più di tutti influenza l’esistenza degli individui, eppure paradossalmente è quella di cui si conservano meno ricordi.<br />
Questo particolare fenomeno, che Sigmund Freud chiamava “amnesia dell’infanzia” potrebbe avere diverse cause: da chi sostiene che ciò sia attribuibile allo sviluppo fisico del cervello ed in particolare del centro della memoria ossia l’ippocampo, fino a chi ritiene che in realtà siano processi di ricostruzione narrativa che modificano ciò che abbiamo realmente vissuto con ciò che negli anni ci viene raccontato dagli adulti.<br />
Molti eminenti psicologi sostengono invece che sarebbe improprio sostenere che i ricordi dei primi anni della nostra vita non esistano. Le reminiscenze di questa fase di vita, infatti sarebbero solo “nascoste”, archiviate in qualche parte del nostro cervello e capaci di influenzare il comportamento, pur senza averne memoria.<br />
Qualsiasi sia la spiegazione individuata, resta fuori discussione che ciò che siamo da “grandi” dipenda in buona parte da ciò che abbiamo vissuto da “piccoli”. Le più moderne teorie evoluzionistiche evidenziano per esempio, come uno dei fattori che ha permesso all’uomo di avere un ruolo primario su altre specie, dipenda proprio dal fatto che questi nasca ancora molto “immaturo” e plasmabile, richiedendo un tempo di sviluppo molto lungo che gli permetterà di sviluppare straordinarie abilità sociali ed emotive.<br />
Per tale ragione è estremamente importante, acquisire conoscenze e approfondire questo particolare periodo di vita, soprattutto per quanto riguarda i fattori di rischio e quelli di protezione in grado di promuovere un adeguato benessere psico-fisico. I primi anni di vita, infatti, pur se in gran parte dimenticati, determineranno significativamente il futuro che potremo vivere.</p>
<p>Nel catalogo video sono stati previsti anche altri 5 titoli, che rimangono disponibili per una seconda parte del progetto:<br />
7. “Le parole per dirlo: Processi di elaborazione del lutto nell’infanzia”<br />
8. “Il cerchio della fiducia: vicini solidali per vincere insieme”<br />
9. “La rana che finì cotta senza accorgersene: I segnali predittivi di disagio e i fattori di protezione della famiglia”<br />
10.“La cera e l’acqua bollente: Ruolo genitoriale fra autorità e autorevolezza”<br />
11. “L’abitudine a non darsi per vinto: Aiutare i propri figli a formare un’immagine di sé adeguata e a sviluppare la resilienza”</p>
<p>I sei incontri sono stati realizzati in modalità online in orari tardo pomeridiani ed hanno consentito la partecipazione di oltre 150 fra genitori, educatori e coordinatori pedagogici della provincia di Parma.<br />
Nell’ultima riunione, sia con gli educatori che con le famiglie, è stata fatta anche la verifica della soddisfazione dei partecipanti, che hanno espresso commenti positivi per la coerenza con gli obiettivi dichiarati, per la profondità degli scambi informativi, e per i contenuti esposti, che sono stati giudicati pedagogicamente particolarmente utili: i partecipanti hanno definito come illuminante sapere che l’età 0-6 anni è proprio quella nella quale nei bambini si costruiscono le dinamiche mentali che li accompagneranno poi in età adulta nelle relazioni sociali con comportamenti correlati e inconsapevoli. In conclusione, poi, ognuno dei partecipanti ha evidenziato che questa presa di coscienza ha stimolato sia nei genitori che negli educatori l’aumento del senso di responsabilità ed il piacere nello svolgimento del ruolo, pur nell’innegabile fatica che esso comporta.<br />
La spia dal futuro. Perché è molto cresciuta la consapevolezza? A questo risultato i partecipanti agli incontri sono arrivati dopo che i relatori hanno messo in collegamento vari elementi di comportamento degli adulti con la formazione relazionale dei bambini in famiglia, nei nidi e negli asili, evidenziando un rapporto puntuale di causa-effetto.<br />
Da adulti le varie capacità di comunicazione e relazione con altri, il rispetto, la determinazione, il desiderio di costruire, l’interesse a progettare, il senso di responsabilità, l’onestà, la correttezza, il rispetto dei valori e tanti altri elementi caratteriali sono stati indicati con esempi come strettamente legati alla formazione erogata al bambino: all’inizio della sua vita è come una spugna che assorbe le informazioni che gli vengono consegnate ed è il momento in cui carica le “istruzioni del suo personale software di base” che influenzeranno direttamente il suo io da adulto.<br />
Anche un mio intervento come esperto di organizzazioni d’impresa e formatore manageriale con migliaia di ore in aula ha contribuito a suffragare gli elementi psicologici esposti, portando esempi di manager resilienti, che da bambini erano stati stimolati e guidati a trovare soluzioni in autonomia, e di imprenditori ad alta capacità di raggiungimento obiettivi, che da bambini erano stati indirizzati ad usare la curiosità come chiave per uscire dai problemi.<br />
In un momento conclusivo alcuni dei partecipanti agli incontri online hanno anche espresso un’opinione sulla necessità di far diventare sistemico questo tipo di formazione ed i relatori hanno, in effetti, concordato: se è vero che per realizzare un palazzo vi sono procedure pragmatiche consolidate affinché la costruzione sia sempre realizzata in modo solido e duraturo, allora perché non applicare sistematicamente protocolli che possano preparare nel modo più solido e migliore possibile le prossime generazioni usando quanto studiato in millenni di evoluzione?<br />
Resilienza ed Innovazione.<br />
Cos’è accaduto in pochi mesi? Eravamo partiti da una situazione di caos generato dalla pandemia, da una impossibilità di realizzare le attività previste nella modalità abituale, dall’obbligo di vedersi solo online per discutere quali sviluppi alternativi potevano essere decisi, e alla fine siamo arrivati a realizzare un intero Progetto utilizzando la tecnologia che avevamo disponibile.<br />
Il risultato è un caso reale di resilienza con un Progetto Innovativo per l’infanzia, replicabile nel tempo e nel territorio, che a buon merito può essere considerato il Passo Uno di quattro per la creazione di una “Next Generation ITA” più adeguata alle sfide che la aspettano nel futuro!</p>
<p>Un sincero ringraziamento alle persone coinvolte nel progetto: per il Comune di Parma il Direttore del Settore Servizi Educativi Roberto Barani e la Responsabile dello staff del Servizio Nidi d’infanzia Lisa Bertolini, ed i medici Maria Mazzali, psichiatra e psicoterapeuta, e Roberto Sartori, psicologo, che hanno contribuito alla realizzazione delle varie parti digitali e partecipato agli incontri in piattaforma video.</p>
<p>Copyright ARMANDO CAROLI: <em>Senior Management Consultant, Fondatore A.A.C. Consulting Società Beneft e Direttore AAC School Of Management, Formatore Manageriale e Progettista Piani Formativi per Formatori, Innovation Manager ed Ambassador Ente Nazionale Trasformazione Digitale.</em></p>
<p>Fonte immagine: Unsplash/note thanun</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aac-consulting.it/lo-sviluppo-psicologico-dei-bambini-0-6-anni-una-spia-dal-futuro-innovare-con-un-progetto-sociale-parte-1/">LO SVILUPPO PSICOLOGICO DEI BAMBINI 0-6 ANNI: UNA SPIA DAL FUTURO! INNOVARE CON UN PROGETTO SOCIALE- PARTE #1</a> proviene da <a href="https://www.aac-consulting.it">AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>APPROFONDIMENTO D’INSIEME IN MERITO A FONDI E FINANZIAMENTI PER LE IMPRESE</title>
		<link>https://www.aac-consulting.it/approfondimento-dinsieme-in-merito-a-fondi-e-finanziamenti-per-le-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AAC Consulting]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jan 2022 11:45:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[finanza d'impresa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.aac-consulting.it/?p=88374</guid>

					<description><![CDATA[</p>
<p><strong>Introduzione</strong></p>
<p>Nella storia recente della finanza mondiale il periodo 2007-2013 è stato definito come la “Nuova Grande Recessione”. Da quel momento critico per le aziende è diventato sempre più importante trovare finanziamenti capaci di avviare o supportare le attività e la progettualità in una strategia di medio-lungo termine.</p>
<p>Al momento, i finanziamenti bancari risentono dei limiti imposti [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aac-consulting.it/approfondimento-dinsieme-in-merito-a-fondi-e-finanziamenti-per-le-imprese/">APPROFONDIMENTO D’INSIEME IN MERITO A FONDI E FINANZIAMENTI PER LE IMPRESE</a> proviene da <a href="https://www.aac-consulting.it">AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-88374"></span></p>
<p><strong>Introduzione</strong></p>
<p>Nella storia recente della finanza mondiale il periodo 2007-2013 è stato definito come la “Nuova Grande Recessione”. Da quel momento critico per le aziende è diventato sempre più importante trovare finanziamenti capaci di avviare o supportare le attività e la progettualità in una strategia di medio-lungo termine.</p>
<p>Al momento, i finanziamenti bancari risentono dei limiti imposti loro dai requisiti degli Accordi di Basilea, oltre che della situazione congiunturale, e risulta perciò vitale l’utilizzo di finanziamenti alternativi e maggiormente flessibili.</p>
<p>Da circa 30 anni, i finanziamenti messi a disposizione dall’Unione Europea, come pure quelli gestiti a vari livelli amministrativi (europeo, regionale o locale) da una pluralità di soggetti (UE e sue Agenzie, Regioni, Enti locali Camere di Commercio e simili) rappresentano strumenti efficaci che, con l’aiuto degli esperti, possono essere utilizzati sulla base delle necessità aziendali.</p>
<blockquote><p>“Vai, allora. Ci sono altri mondi oltre a questo”<br />
(Stephen King, L’ultimo cavaliere)</p></blockquote>
<p><strong>I principali elementi comuni ai finanziamenti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutti i gli strumenti di finanziamento oggetto di questo articolo presentano diverse caratteristiche e diversi elementi comuni, a prescindere dall’ammontare di finanziamento richiedibile.<br />
In primo luogo tali strumenti sono caratterizzati da una specifica periodicità, ossia da un periodo entro il quale occorre preparare e consegnare la domanda. La periodicità può riguardare anche la durata delle attività progettuali.</p>
<p>Del pari, la grandissima parte di questi strumenti, compresi i voucher, gli ammortamenti e simili, è caratterizzata dalla forma del cofinanziamento delle spese ammissibili.</p>
<p>Per cofinanziamento si intende che il finanziamento volta a volta richiedibile copre una certa percentuale (variabile da strumento a strumento) dei costi delle attività progettate. Queste devono rientrare in determinate categorie (anch’esse variabili da strumento a strumento e specificate nella documentazione rilevante) per essere ammissibili, anche nel caso degli strumenti progettuali ad ammontare fisso, per poter essere coperte dallo strumento.</p>
<p>Tutti gli strumenti di finanziamento contemplano un formulario, detto in inglese application form, che contiene in dettaglio i requisiti del progetto e dello strumento, ivi compresi i punti da sviscerare in maggior dettaglio e sui quali lo strumento prescrive di concentrarsi maggiormente.<br />
In alcuni casi, sussistono dei limiti di caratteri entro i quali riempire specifiche parti del formulario ed in altri ancora, la compilazione di alcune parti funge da prerequisito per le successive.</p>
<p>Ogni tipologia di strumento è aperta a specifiche tipologie di Enti e di aziende (molto spesso, si tratta di PMI 1.), le quali possono “correre da sole” oppure, come avviene più spesso, associandosi fra loro all’interno di quello che viene definito un partenariato. Singolarmente, si parla di soggetti proponenti quando si intende definire i partecipanti ammissibili alle iniziative ed alle attività progettuali.</p>
<p>Ogni strumento richiede perciò il suo proponente e/o il suo partenariato, che va costruito con la massima attenzione, avendo quindi cura di scegliere, ad un tempo, gli strumenti migliori per il partenariato ed i partenariati migliori per lo strumento, sempre a partire dalle esigenze (in primis aziendali riscontrate).</p>
<p>Al solo scopo di fornire un range di massima, i finanziamenti che è possibile richiedere ed ottenere vanno dai 5.000€ ai 6 milioni di €.</p>
<p>Naturalmente, maggiore sarà la cifra richiedibile ed ottenibile, tanto più complessa sarà la procedura da seguire.<br />
Risulta perciò quanto mai importante affidarsi ai consulenti ed agli esperti, creando un’affiatata collaborazione con questi e all’interno del partenariato.</p>
<p>Molto spesso occorrerà che i proponenti interessati si registrino sulle piattaforme telematiche previste. Ciò tanto a garanzia della procedura di application quanto per consentire un’efficace entrata e permanenza dei proponenti all’interno degli strumenti di finanziamento e delle opportunità di loro interesse.</p>
<blockquote><p>“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”<br />
(Lucio Anneo Seneca)</p></blockquote>
<p><strong>Alcuni ulteriori elementi che può essere utile considerare</strong></p>
<p>Ogni opportunità di finanziamento contempla una parte ex ante (che, quindi, deve considerare le premesse e la situazione di partenza) la quale contiene solitamente una descrizione dello stato dell’arte, ivi comprese le caratteristiche dei proponenti e le ragioni della richiesta dello strumento.</p>
<p>La parte ex ante contempla anche la costruzione del partenariato (o comunque della domanda, nel caso si possa “correre da soli”), con la suddivisione dei compiti (e del finanziamento, in ragione dei compiti stessi).</p>
<p>La costruzione della domanda nasce innanzitutto dalla scelta dello strumento, sulla base delle esigenze (soprattutto aziendali) riscontrate. Una volta scelto lo strumento, occorre descrivere il “prima” (lo stato dell’arte, lo strumento, le motivazioni della scelta e la compilazione dell’application), il “dopo” (gli obiettivi che si intendono raggiungere) ed il “come” (riempiendo l’application nella maniera più efficace ed esaustiva possibile).</p>
<p>La parte in itinere riguarda, invece, tutte le attività direttamente connesse al progetto, mentre quella ex post ha a che fare con le necessità immediatamente successive alle attività progettuali (la creazione di materiali, le relazioni di fine progetto, le eventuali ultime tranche di finanziamento, a seconda delle tipologie di progetto e simili.</p>
<p>Non solo: occorrerà anche avere chiari (e descrivere, a seconda delle esigenze connesse all’opportunità scelta) i buoni effetti delle attività messe in campo, anche dopo il termine delle attività strettamente progettuali.</p>
<p>A ciò è collegato anche il concetto di good practices, tradotto in italiano come buone pratiche o buone prassi, e focalizzato su quelle pratiche progettuali che, utilizzate con successo in un contesto, possono essere ripetute, con un successo pari o maggiore, anche in altri contesti.</p>
<p>Ferme restando le specifiche necessità ed esigenze di ogni opportunità scelta (e dunque di ogni progetto implementato), una buona strategia da implementare si basa sul collegamento tra le esigenze aziendali, lo strumento scelto ed il partenariato da costruire. Ognuno di questi elementi, se ben costruito ed implementato, rafforzerà gli altri due.</p>
<p>Le esigenze (aziendali) riscontrate devono infatti fungere da primo e più importante elemento per la scelta dello strumento (e dunque dell’opportunità) di finanziamento e del relativo partenariato ottimale.</p>
<p>Anche in questo caso, rivolgersi a consulenti e ad esperti può aiutare a fare la differenza per gestire l’intero ciclo.</p>
<p>____________<br />
1.<em>La definizione di PMI da parte dell’Unione Europea (di cui alla Raccomandazione 2003/361/CE e successive modifiche ed integrazioni), ricomprende tutte quelle imprese che impieghino meno di 250 occupati, il cui fatturato annuo non superi i 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio annuo non superi i 43 milioni di euro.</p>
<p></em></p>
<p>ANTONIO ENRICO BUONOCORE &#8211; <em><span class="fontstyle0">Studioso di fondi e strumenti U.E., external consultant AAC Consulting</span></em></p>
<p><em>Fonte immagine:  Pixabay – Pexels</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aac-consulting.it/approfondimento-dinsieme-in-merito-a-fondi-e-finanziamenti-per-le-imprese/">APPROFONDIMENTO D’INSIEME IN MERITO A FONDI E FINANZIAMENTI PER LE IMPRESE</a> proviene da <a href="https://www.aac-consulting.it">AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>INTERVISTA DI ARMANDO CAROLI A MAURO MARZOCCHI ITALIAN INDUSTRY &#038; COMMERCE OFFICE IN THE UNITED ARAB EMIRATES</title>
		<link>https://www.aac-consulting.it/intervista-di-armando-caroli-a-mauro-marzocchi-italian-industry-commerce-office-in-the-united-arab-emirates/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AAC Consulting]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2022 11:55:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[IICUAE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.aac-consulting.it/?p=88368</guid>

					<description><![CDATA[</p>
<p>L’attività della “Italian Industry &#038; Commerce in the UAE” è iniziata a Sharjah nel 1999 come Accordo di programma Regione Piemonte con la sovvenzione del Progetto di Sviluppo presentato dalla Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa, CNA.<br />
Tuttavia la legislazione locale, che non consentiva la tipica denominazione di Camera di Commercio Italiana, [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aac-consulting.it/intervista-di-armando-caroli-a-mauro-marzocchi-italian-industry-commerce-office-in-the-united-arab-emirates/">INTERVISTA DI ARMANDO CAROLI A MAURO MARZOCCHI ITALIAN INDUSTRY &#038; COMMERCE OFFICE IN THE UNITED ARAB EMIRATES</a> proviene da <a href="https://www.aac-consulting.it">AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-88368"></span></p>
<p>L’attività della “Italian Industry &#038; Commerce in the UAE” è iniziata a Sharjah nel 1999 come Accordo di programma Regione Piemonte con la sovvenzione del Progetto di Sviluppo presentato dalla Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa, CNA.<br />
Tuttavia la legislazione locale, che non consentiva la tipica denominazione di Camera di Commercio Italiana, ha suggerito la denominazione ancora oggi utilizzata di Italian Industry &#038; Commerce office in the UAE.<br />
Nel 2007 la IICUAE ha iniziato il processo di riconoscimento da parte del Governo Italiano come Camera di Commercio Italiana all’Estero (CCIE), terminato il 17 Novembre 2009 con l’ottenimento del titolo. In Italia dopo questa approvazione, l’Associazione si è potuta definire ufficialmente Camera di Commercio Italiana negli EAU e fa parte di Assocamerestero.<br />
Nel 2015, alla presenza del Ministro emiratino dell’Economia Sultan Al Mansouri, dell’Ambasciatore Giorgio Starace e del Console Giovanni Favilli, è stato inaugurato il nuovo Ufficio della Camera in Dubai.<br />
L’obiettivo della Camera è di assistere quelle imprese italiane che operano in loco e in Italia che vogliono migliorare le loro performances esportative negli Emirati Arabi Uniti.<br />
Dal 2020 la Camera ha esteso l’area di intervento in tutti I Paesi del Golfo, Qatar escluso, e tutte le missioni commerciali, così come i progetti camerali, coinvolgono un’area territoriale commercialmente fra le più vivaci a livello internazionale.<br />
Il suo Consiglio di Amministrazione rappresenta le più importanti imprese italiane e locali, a riprova della sua caratteristica di bi-nazionalità: il Presidente della Camera dal 2015 è lo Sceicco Mohammed bin Faisal Al Qassimi, conosciutissimo imprenditore dell’Emirato.</p>
<p>Nel 2019 a Dubai in occasione del Gulf International Congress organizzato da IICUAE abbiamo avuto il piacere di conoscere il Segretario Generale dott. Mauro Marzocchi e oggi, dopo il periodo di emergenza sanitaria e in vista dell’apertura di EXPO 2020, lo incontriamo per sottoporgli alcune domande. </p>
<p>D: Al Segretario Generale Mauro Marzocchi chiediamo innanzitutto l’importanza degli EAU per le esportazioni italiane.</p>
<p>R. L’importanza è maggiore di quel che si possa pensare. Dubai in particolare è diventata un must per il turismo di fascia alta a livello mondiale, mentre è un Hub fenomenale per le riesportazioni di merci italiane.<br />
Tale ‘’fascia” di competenza commerciale parte dall’Africa Orientale, passando dai Paesi del Golfo, per giungere fino in India.</p>
<p>D’altronde la prova reale la si trova nei 4,5 miliardi di dollari di esportazione del 2019 (calo del 15,6% nel 2020 in piena pandemia), che altrimenti sarebbero impensabili per un Paese che ha una popolazione come la Lombardia. Si tratta indicativamente del 50% in più di quel che in precedenza veniva esportato in India e Brasile, per fare l’esempio di due paesi significativi.</p>
<p>D: Mauro Marzocchi, un italiano con tanti anni di esperienza come Segretario Generale di IICUAE a Dubai. Quali sono i progetti in corso che possono aiutare le imprese italiane ad essere presenti negli Emirati, specialmente con le opportunità date da Expo2020?</p>
<p>R. Indubbiamente l’avvicinarsi di Expo2020 ha dato l’opportunità alla Camera di impostare numerosi progetti con realtà italiane (cito per esempio Regione Calabria, LazioInnova, Sviluppo Campania, ed altre).<br />
Segnalerei Italian Jewelry Fashion and Beauty in the Gulf, Made in Italy in the Gulf Countries, Italian Food &#038; Beverage in Dubai, che complessivamente coinvolgono oltre 600 imprese italiane.</p>
<p>D: La particolare struttura degli EAU e la libertà di impresa consentono una molteplicità di sviluppi per l’imprenditoria. Però cosa ci dice sul fatto di essere obbligati ad aver un partner locale al 51% nella propria impresa?</p>
<p>R. In effetti questa è la prima domanda che le imprese ci pongono. Chiariamo innanzitutto che, per coloro che vogliono introdurre nel mercato degli Emirati prodotti o servizi, è sufficiente la ricerca di un distributore in loco, per cui non è necessario un partner locale.</p>
<p>Per coloro, invece, che intendono aprire una attività operativa negli EAU e a Dubai in particolare, il Governo locale sta cercando da tempo di superare questa ‘’strozzatura”, così come, ad esempio, la Professional License, che da 4 anni permette di aprire in autonomia numerosissime attività (generalmente artigianali/professionali).</p>
<p>A giugno 2020 Abu Dhabi e Dubai hanno rilasciato una lunga lista di attività che non necessitano più di un partner locale (quelle elencate nella sola Dubai sono 122).<br />
In ogni caso confermo che sono ancora molteplici quelle con l’obbligo del partner locale al 51%, e indico anche che la procedura di costituzione di un’impresa nei Paesi del Golfo è gestibile con l’aiuto della Camera, presente sul territorio per accompagnare le imprese italiane in questi percorsi delicati.</p>
<p>D: IICUAE ha sviluppato rapporti con professionisti legali, commercialisti e consulenti organizzativi. Che servizi forniscono alle persone e alle imprese in Italia e negli EAU?</p>
<p>R. È un tema molto delicato perché, con la crescente popolarità, moltissimi consulenti si sono inventati conoscitori del mercato di Dubai e degli EAU in genere, mentre io stesso, dopo vent’anni di continua attività nell’Emirato a favore delle imprese, devo fare ancora molta attenzione ai tanti aspetti regolatori e procedurali.</p>
<p>È per questo motivo che la Camera da anni ha istituito la figura del Representative, ovvero di un professionista italiano (avvocato, commercialista o consulente organizzativo) certificato dalla Camera stessa, che viene a formarsi a Dubai almeno una volta all’anno ed è sempre aggiornato su tutte le novità legislative e fiscali vigenti negli EAU.<br />
Consiglio dunque alle imprese italiane di rivolgersi con tranquillità a questi professionisti presenti in tutta Italia, il cui elenco si trova sempre sul sito della Camera: www.iicuae.com</p>
<p>D: La crescita delle attività nelle città degli Emirati è adesso trainata parecchio dall’EXPO a Dubai. Come sarà il futuro dopo l’emergenza sanitaria del 2020?</p>
<p>R. È fuori dubbio che l’emergenza sanitaria ridurrà la partecipazione delle persone all’Expo2020 a Dubai, che ante-pandemia si aspettava 25 milioni di visitatori.</p>
<p>In ogni caso si tratterà comunque di un numero altissimo, che produrrà non solo benefici nei 6 mesi di svolgimento dell’Expo, ma che concorrerà certamente a far conoscere il Paese a tanti che vorranno rivisitare Dubai come turisti e prendere in esame la possibilità di aprire rapporti commerciali e d’impresa.</p>
<p>Posso dire dal nostro osservatorio che il desiderio di tornare negli Emirati è un fenomeno tipico degli italiani che vengono in vacanza a Dubai la prima volta, e presumo che produrrà lo stesso effetto anche sui visitatori di altri Paesi.</p>
<p>Il fatto che gli EAU siano il primo Paese al mondo per rapporto vaccinati sul numero di abitanti è senz’altro uno dei punti chiave di un successo annunciato, che ha già permesso, e permetterà ancor di più in futuro prossimo, una grande ripresa dell’economia.<br />
Peraltro nel paese questi benefici legati al turismo si vedono già fin d’ora: Vi aspettiamo.</p>
<p>ARMANDO CAROLI &#8211; Senior Management Consultant, Fondatore A.A.C. Consulting Società Beneft e Direttore AAC School Of Management, Formatore Manageriale e Progettista Piani Formativi per Formatori, Innovation Manager ed Ambassador Ente Nazionale Trasformazione Digitale.</p>
<p>Fonte immagine: IICUAE</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aac-consulting.it/intervista-di-armando-caroli-a-mauro-marzocchi-italian-industry-commerce-office-in-the-united-arab-emirates/">INTERVISTA DI ARMANDO CAROLI A MAURO MARZOCCHI ITALIAN INDUSTRY &#038; COMMERCE OFFICE IN THE UNITED ARAB EMIRATES</a> proviene da <a href="https://www.aac-consulting.it">AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>HOME WORKING</title>
		<link>https://www.aac-consulting.it/home-working/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AAC Consulting]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jan 2022 16:31:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[#homeworking]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.aac-consulting.it/?p=88365</guid>

					<description><![CDATA[</p>
<p>Facciamo subito una distinzione tra home working e smart working: il primo significa lavorare da casa, il secondo nel luogo che si preferisce, non solo a casa, ma anche in un caffè (in quanti film americani il protagonista siede con il suo laptop ad un tavolo di Starbucks?), un parco, la spiaggia. Ovviamente la situazione [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aac-consulting.it/home-working/">HOME WORKING</a> proviene da <a href="https://www.aac-consulting.it">AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-88365"></span></p>
<p>Facciamo subito una distinzione tra home working e smart working: il primo significa lavorare da casa, il secondo nel luogo che si preferisce, non solo a casa, ma anche in un caffè (in quanti film americani il protagonista siede con il suo laptop ad un tavolo di Starbucks?), un parco, la spiaggia. Ovviamente la situazione sanitaria che abbiamo vissuto ha portato un’impennata dello sviluppo del primo rispetto al secondo. A febbraio 2020 le persone in home working erano 500 mila. Il mese successivo 8 milioni. L’emergenza ha portato a buttare, come bambini in acqua, i lavoratori in questa nuova modalità senza preparazione.</p>
<p>Il luogo, la casa, fino ad allora vissuta come rifugio e tana, è diventata per molti la metafora della prigione, della gabbia, della bara. Ma bisognava andare avanti e il lavoro non poteva aspettare, così…<br />
alcuni si sono appoggiati al tavolo della cucina, altri hanno trovato soluzioni fai da te spesso poco comode o funzionali, altri ancora hanno acquistato una scrivania da mettere momentaneamente in qualche angolo. Ma senza un corretto spazio di lavoro, il rischio è di non avere concentrazione, con la conseguenza di lavorare tanto e faticare di più. E avere la casa sempre in disordine, con emozioni di rabbia, di confusione, di sconforto, perché non si riconoscono più i confini del proprio spazio fisico e psichico. La contaminazione di due ambienti così importanti con valori esistenziali fondamentali, porta alla condizione psichica dell’esiliato in casa propria. Ecco perché è stato importante rispondere alle esigenze nate in questo frangente drammatico e apocalittico, per salvaguardare tutto ciò che era possibile: la salute emotiva e il lavoro.</p>
<p>Ma facciamo un passo indietro. Le abitazioni sono state progettate per secoli in modo schematico: funzione = stanza. Poi da una parte l’urbanizzazione degli ultimi decenni ha aumentato i costi, portando con sé una riduzione delle metrature, dall’altra sono emerse nuove condizioni come la parità professionale tra i sessi, i figli che studiano non più fino a quattordici anni, ma fino a venticinque o trenta. Aggiungiamo la cultura del consumo che ci fa possedere molti più oggetti, e sentire più necessità. Non ci deve stupire quindi che le nostre case non abbiano più spazi di risulta, metrature abbondanti, angoli non sfruttati, che ci sarebbero utili proprio per l’home working.</p>
<p>Diventa allora necessario ripensare in modo intelligente un “territorio” professionale adeguato alle nostre mura domestiche e alle nuove necessità.</p>
<p>Le persone che in questi mesi hanno lavorato da casa, spesso si sono rese conto di essere meno produttive rispetto al lavoro in ufficio, lamentando poca concentrazione, distrazioni casalinghe, disordine e disorganizzazione.</p>
<p>La nostra mente è condizionata dall’ambiente che ci circonda e questo significa che, se non abbiamo uno spazio di lavoro costruito sulle nostre reali esigenze e sulle specifiche caratteristiche psicologiche, tutto ciò che otterremo sarà nervosismo, distrazione, focus debole e minore produttività.</p>
<p>Da non dimenticare la prossemica, che parla di distanza fisica necessaria al proprio senso di territorio privato inviolabile, quindi la continua promiscuità tra casa e lavoro, simbolicamente, agisce costantemente a livello inconscio, anche se non lo si percepisce, creando sintomi come ansia, insofferenza, rabbia, senso di frustrazione, che aggravano in modo sensibile lo stress generale.</p>
<p>L’altro tema fondamentale è la separazione tra vita professionale e vita privata. La stragrande maggioranza di chi è in home working ha difficoltà a “staccare” dal lavoro, finendo per passare molte più ore alla scrivania. Non c’è più il tragitto dal lavoro a dividere nettamente questi due ambiti, ma abbiamo tutto costantemente a disposizione, magari addirittura davanti agli occhi. Per modificare la zona lavorativa e renderla in linea con le nostre esigenze possono bastare interventi minimi di riconfigurazione o di arredamento mirato, anche se operiamo in un piccolo spazio della casa. Il risultato deve essere uno spazio che tiene conto delle caratteristiche emotive, cognitive, comportamentali, motivazionali e lavorative dove sentirsi in armonia.</p>
<p>Partiamo dall’ambiente</p>
<p>Se in casa disponiamo di una stanza in più, una camera per gli ospiti, una stanza armadi, un refugium peccatorum, siamo fortunati e già a metà dell’opera. Significa che abbiamo metratura da convertire e attrezzare con una postazione dedicata, quindi fissa.</p>
<p>Se invece fatichiamo a trovare un’area da dedicare, possiamo cercare di ridistribuire gli arredi per sfruttare lo spazio al massimo. Quegli angoli che abbiamo lasciato liberi per dare respiro o in cui abbiamo appoggiato una consolle di solo scopo estetico, sono quelli su cui concentrarsi. Valutiamo di spostare in cantina o vendere qualche mobile che non ci serve davvero, o che magari da tempo non ci piaceva più.</p>
<p>Staccare dal lavoro</p>
<p>Chiudere tutto a fine giornata, fisicamente per farlo anche mentalmente, è fondamentale per riposare la mente e goderci il nostro tempo libero. Se non abbiamo una stanza dedicata e non possiamo semplicemente lasciarci la porta alle spalle fino al giorno seguente, ci sono alcuni accorgimenti che possono venirci in aiuto.</p>
<p>Sia che ci serva avere un set up sempre attivo con pc, stampante, eccetera, sia che abbiamo solo un laptop e qualche documento, possiamo scegliere arredi e accessori che ci permettano di riordinare velocemente e nascondere tutto alla vista. Nell’ultimo anno mobilifici e designer si sono adoperati per creare soluzioni ad hoc ingegnose: scrivanie con piani a ribalta, ante a scomparsa, mobili che si aprono e chiudono come origami, piani multipli scorrevoli che escono o rientrano a seconda della necessità del momento. Se non siamo intenzionati a fare acquisti in questo senso, possiamo optare per scatole, cesti e contenitori per riporre tutto, che oltre ad essere funzionali, sono anche decorativi.</p>
<p>Basta mal di schiena</p>
<p>Uno dei maggiori rischi lavorando da casa è che la nostra postazione non sia adeguata e la postura ne risenta, causandoci mal di schiena e irrigidimento di spalle e collo. Ma siamo in casa nostra, quindi proviamo a pensare fuori dagli schemi: perché non posizioniamo lo schermo del pc in alto per lavorare stando in piedi (tanto non bisognerebbe rimanere seduti per più di 20 ’ consecutivi). Ci sono anche scrivanie che si alzano e abbassano facilmente, per cambiare setting in base alle necessità.</p>
<p>Al posto della (poco domestica) sedia ergonomica, potremmo provare un’alternativa come la fitball. Nella sede della Technogym le sedie sono state sostituite da anni dalle palle fitness. Migliorano la postura da seduti e possono essere usate nelle pause per rilassare la schiena e fare stretching.</p>
<p>La luce</p>
<p>L’illuminazione gioca un ruolo fondamentale in qualsiasi ambiente, a maggior ragione quando abbiamo un compito visivo da svolgere e uno schermo davanti.<br />
La fonte di luce naturale ideale dovrebbe venire da destra o da sinistra, mai da dietro le spalle per evitare l’abbagliamento sul monitor. Se non l’abbiamo già, è utile una tenda semitrasparente per rendere la luce più morbida sia per il lavoro che per le videocall.</p>
<p>Per i momenti in cui la luce naturale non è sufficiente, serviranno almeno una luce ambiente, e una sulla scrivania, che ci permetta di vedere bene i documenti, ma anche per retroilluminare il computer e non stancare gli occhi.</p>
<p>Il nostro cervello ha bisogno di luce come i polmoni dell’aria, ne sia un esempio la vita nei paesi nordici dove a causa della mancanza di sole, gli abitanti soffrono molto di più di depressione.</p>
<p>Gli accessori</p>
<p>Ovvero le coccole fanno sempre bene.</p>
<p>Una pianta verde sulla scrivania o vicino a noi, per piccola che sia, aiuta la concentrazione e il benessere.</p>
<p>Una bottiglia termica per aver sempre a portata acqua fresca o una bevanda calda, a seconda della stagione e dell’umore.</p>
<p>L’inquinamento indoor talvolta può essere peggiore di quello outdoor: potrebbe essere utile un purificatore aria da tenere nella stanza.</p>
<p>Le pause sia per gli occhi sul monitor, sia per la postura seduta, che per riposare la mente sono fondamentali. Lo dice il buon senso, ma anche il D.lgs n. 81 del 2008: quindici minuti ogni due ore alzandosi per allentare la tensione di schiena, collo, spalle e braccia. Ma quando siamo presi da ciò che stiamo facendo è difficile ricordarsene. Allora possiamo impostare uno smartband o smartwatch oppure una sveglia sul computer.</p>
<p>Sempre per chi sta molte ore davanti ad un monitor, un paio di occhiali anti luce blu proteggono gli occhi e arriveremo a sera con lo sguardo riposato.</p>
<p>Il consiglio in più</p>
<p>Come abbiamo detto dall’inizio, il rischio è quello di lavorare di più e non staccare mai: ricordiamoci che siamo noi a dover blindare gli spazi del lavoro e del tempo libero. Nella sede di Google di Dublino cellulari e computer aziendali la sera rimangono in ufficio. Ma se stiamo parlando di lavorare a casa, come fare? Ci sono molti trucchi tecnologici. Possiamo installare sul cellulare un’app per la messaggistica dedicata al lavoro (tipo whatsapp business) e stabilire che si blocchi dopo una certa ora. O ancora si possono impostare sul nostro computer due account diversi: uno per il lavoro e uno per il tempo libero. Se usiamo questi espedienti sarà molto più difficile che ci “scappi” controllata la posta elettronica dopo il tramonto. E potremo goderci il tempo libero a mente sgombra e leggera.</p>
<p>Per la propria salute emotiva, queste scelte dovrebbero essere prioritarie. In fondo la vita è un viaggio fatto di giorni, se i giorni sono sereni si avrà una vita serena, se no sarà triste e frustrante in balìa dei continui disagi quotidiani che non sono stati gestiti, ma che invece possono essere trasformati in confort e gioia.</p>
<p>MARIA MAZZALI &#8211; Psichiatra, Psicanalista, Consulente per le Risorse umane e per la Psicologia dell’abitare<br />
SILVIA ZANICHELLI &#8211; Architetto, Interior Designer, Esperta di Psicologia architettonica</p>
<p>Fonte immagine:  Businessman,In,Small,Office,Working,On,Laptop – Shutterstock – Maslowski Marcin</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aac-consulting.it/home-working/">HOME WORKING</a> proviene da <a href="https://www.aac-consulting.it">AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>VERSO UN’ETICA DELLA RESPONSABILITÀ</title>
		<link>https://www.aac-consulting.it/verso-unetica-della-responsabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AAC Consulting]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Sep 2021 15:18:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[#eticadellaresponsabilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.aac-consulting.it/?p=88362</guid>

					<description><![CDATA[</p>
<p>Colpisce sempre costatare che in natura i diritti non esistono, nemmeno il diritto alla vita (meno che mai il diritto alla vita). Nessun germoglio può rivendicare il diritto allo spazio vitale presso piante più esuberanti che lo soffocano, nessuna lepre può rivendicare il diritto alla vita presso le volpi, gli imponenti orsi delle caverne non [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aac-consulting.it/verso-unetica-della-responsabilita/">VERSO UN’ETICA DELLA RESPONSABILITÀ</a> proviene da <a href="https://www.aac-consulting.it">AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-88362"></span></p>
<p>Colpisce sempre costatare che in natura i diritti non esistono, nemmeno il diritto alla vita (meno che mai il diritto alla vita). Nessun germoglio può rivendicare il diritto allo spazio vitale presso piante più esuberanti che lo soffocano, nessuna lepre può rivendicare il diritto alla vita presso le volpi, gli imponenti orsi delle caverne non poterono rivendicare il diritto a non essere sterminati da orde di piccoli ominidi. I diritti dell’uomo sono un’invenzione dell’uomo, perché la Natura è animata da uno strapotere di cui tutti i suoi figli -dai microscopici virus ai mastodontici mammut- sono contemporaneamente attori e vittime.</p>
<p>Questo gioco di forze non è esente da costrizioni esterne ed interne. La legge del più forte e la dominanza del branco, la potenza degli istinti e la forza dell’abitudine sono esempi che mostrano quanto l’individuo sia ingabbiato in un reticolo di obbligazioni fin dai tempi pre-umani. Ma il bilanciamento dei doveri con diritti corrispettivi è una prerogativa dell’uomo. Taluni contraddistinguono i doveri che scaturiscono da abitudini, consuetudini, costumi (mores) con il termine “morale” e riservano il termine “etica” ad altre obbligazioni, che fissano i principi generali di comportamento (ethos).</p>
<p>L’etica è un prodotto culturale come tutto ciò che gravita nel suo campo semantico: giustizia, morale, legge, diritto, coscienza, responsabilità… Investigando le motivazioni che portarono alla costruzione di queste categorie, S. Freud ipotizzò che esse attingano non alla bontà dell’uomo e alla sua nobiltà d’animo, ma alla sua intrinseca cattiveria, all’eccezionale tasso di aggressività intraspecifica che rende l’homo homini lupus.</p>
<p>Non per spirito di giustizia, cioè, ma per proteggersi dallo “strapotere della natura” e per tutelarsi dalla propria stessa pericolosità, l’uomo s’è dato dei codici di comportamento. In un’epoca in cui un frastornante refrain invoca e talora inventa diritti di ogni tipo, non è superfluo rammentare che i codici comportamentali nascono per imporre doveri.</p>
<p>Ricostruire le tappe di questo percorso non è facile. Tracce etologiche, mitologiche e antropologiche lasciano supporre che originariamente i codici siano stati dettati dal più forte, il capobranco, il capotribù o semplicemente il Capo, colui che per vigore fisico o per carisma personale era in grado di imporre i suoi dettami con autorità.</p>
<p>Benché l’imposizione autoritaria di norme comportamentali non possa certo dirsi superata (si pensi all’educazione dei bambini o alla repressione dei regimi totalitari), l’autorevolezza intrinseca dei principi assunse rilievo via via crescente. Le “verità rivelate” da entità metafisiche ne costituiscono esempi universali; sono i dieci comandamenti dell’ebraismo, la shari’a dell’islamismo, il dharma del brahmanesimo. A rivelare al consorzio umano verità che scendono dall’alto sono figure dalle caratteristiche eccezionali come Cristo, il Figlio di Dio o Buddha, l’Illuminato per antonomasia. L’origine metafisica dei principi normativi e l’eccezionale levatura dei loro estensori costituisce l’autorità dei codici rivelati.</p>
<p>Altre figure, però, fondano l’autorevolezza dei principi non sull’origine metafisica, ma sulla validità dei costrutti. Platone ritiene che il Bello sia lo splendore del Vero e individua nel binomio kalos- kagatos i principi che dovrebbero orientare l’uomo verso la Verità; Aristotele eleva a principi assoluti la triade Bello-Buono-Utile e li pone a fondamento della sua etica. Heidegger sposta addirittura il valore dei principi dal piano oggettivo a quello soggettivo: non sono delle verità oggettivamente superiori che debbono orientare le condotte dell’uomo, ma quelle capaci di conferire alla vita pienezza di senso (sinnvoll).</p>
<p>Come si vede, molti hanno carezzato il disegno di fissare principi di comportamento assoluti, finendo per allungare la lista dei criteri relativi. L’idea di Giustizia è universale e archetipica (C. G. Jung), ma le sue declinazioni sono innumerevoli e tutte relative. La stessa Etica nicomachea di Aristotele sfuma nell’indefinito, quando riconosce che, in quest’ambito, occorre accontentarsi di verità appurate in maniera approssimativa e rudimentale, rinunciando alle superiori “verità apodittiche”, rette sull’inconfutabilità della logica. Aristotele è costretto ad accontentarsi di verità fondate sulle opinioni, anche se richiede che tali opinioni siano “condivise dai più o almeno dai migliori”. Giunge, così, ad un’affermazione capitale: il valore dell’etica non sta nei principi, ma nell’uomo e, per lui, cifra distintiva dell’uomo è il logos. La misura dell’uomo è la sua capacità di vivere secondo ragione.</p>
<p>L’assunto rimane imperante per secoli e diventa addirittura basilare, quando l’epoca dei lumi si dà l’obiettivo di procedere a formulazioni indipendenti da verità metafisiche e dogmi teologici e vuole concepire un’etica rigorosamente razionale, integralmente umana, etsi deus non daretur: come se dio non fosse dato. Almeno nel modo di procedere si va verso il superamento dei principi aprioristici e s’inaugura un’etica retta sulla conoscenza e orientata cum-scientia: un’etica della coscienza. Le funzioni conoscitive vengono investite di compiti valutativi, orientativi e decisionali, la coscienza gnoseologica si fonde con la coscienza morale e diventa l’organo psichico della funzione etica. É così che Kant può spostare il baricentro dal contenuto formulato all’organo che lo formula, elevando a criterio etico qualunque “massima, che possa valere sempre come principio di una norma universale”. Là dove la ragione è considerata la funzione più illuminata dell’uomo, si affida alla ragione il compito di illuminare le scelte umane.</p>
<p>A un’indagine serrata, però, la ragione non sembra all’altezza delle idealizzazioni coltivate dall’illuminismo. Per esempio, si trova metaforicamente in conflitto d’interessi, quando deve contemperare l’espansionismo scientifico o economico con altre esigenze, che pure sono squisitamente umane. In un toccante discorso, Robert Kennedy riconobbe tutte le ragioni che spingono al costante incremento del PIL, ma fece notare che “il PIL mette nel conto programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini, ma non tiene conto della loro educazione o della loro gioia”. Logos e ragione non sono arbitri obiettivi, super partes, ma fattori parziali di un campo globale, non esenti da influenzamenti e parzialismi.</p>
<p>Profondamente segnato dalla lunga e cruenta “guerra mondiale unica”, il Novecento ha iniziato a perlustrare i limiti di una coscienza fondata sulla ragione. In ambito filosofico T. Adorno ha sostenuto che il baricentro dell’etica non può essere la sola valutazione razionale e ha affermato l’esigenza che questa venga supportata da funzioni e valutazioni extra-razionali, tra cui la partecipazione alla sofferenza umana. É necessario, sostiene Adorno, che il dolore diventi eloquente, facendosi condizione di ogni verità a cui ispirare scelte e comportamenti. In ambito psicoanalitico M.-L. von Franz è stata rigorosa nel denunciare la collettiva rimozione della funzione sentimento in epoca moderna, sostenendo -nel contempo- che il problema etico è una questione di sentimento, su cui l’intelletto nulla ha da dire. É paradossale, nelle sue conclusioni, che un problema di tale entità sia gestito da una funzione collettivamente svalutata e malamente coltivata. In ambito teologico autori come E. Gius o J. B. Metz hanno riproposto l’esigenza di riconoscere la realtà del dolore e di fondare sull’esperienza universalmente nota del dolore i criteri orientativi dell’ etica. Anche in questo caso la funzione-sentimento è chiamata ad affiancare la funzione-pensiero nell’esercizio della coscienza etica; nell’universalità del dolore si rintraccia il fondamento possibile di un’etica universale e nell’autorità debole di coloro che soffrono (e non nell’autorità forte di qualsiasi potere) si individua la massima autorità etica.</p>
<p>Nel dibattito sull’essenza dei principi etici (imposti da persone forti o sagge, rivelati dall’aldilà o da entità superiori, individuati dalla mente razionale o dalla logica del sentimento) s’inserisce un’antica e irrisolta questione. Già nel I sec. d. C. l’apostolo Paolo in una lettera ai Romani confessava con umana sincerità: “Non il bene che voglio io faccio, ma il male che detesto è ciò che io faccio”. Queste parole scolpiscono la distanza tra i principi che si abbracciano e i comportamenti che si praticano. E il baricentro si sposta nuovamente; questa volta si sposta dalla conoscenza all’azione, dalla con-scientia alla responsabilità: l’essenza dell’etica non sta nell’individuazione di principi nobili e illuminati, nemmeno se, per ipotesi, questi avessero valore universale; sta nell’attuazione di quei principi.</p>
<p>Una millenaria etica della colpa colpisce la violazione deliberata e volontaria dei codici sociali, delle prescrizioni morali, dei dettati etici; la condanna del dolo e, più genericamente, della trasgressione volontaria è consolidata da millenni. La riflessione del Novecento apre altri scenari.<br />
Erich Neumann, ebreo tedesco costretto all’emigrazione durante il regime nazista, in uno scritto dell’immediato dopoguerra non ripercorre la scontata condanna del nazismo, ma chiede a se stesso e ai suoi connazionali: “Dove eravamo noi, quando si preparava la catastrofe?”. Il suo interrogativo non ribalta artatamente sulla vittima la colpa dall’agente, ma rovescia i criteri della responsabilità. La responsabilità della malafede e dell’insubordinazione non è mai stata in discussione, ma qui Neumann chiama in causa anche l’atto involontario, la conseguenza inintenzionale, l’ingenuità e la debolezza umana. Nel suo linguaggio, noi siamo responsabili anche dell’“Ombra” ovvero del nostro lato oscuro, inferiore, incivile; dell’Altro da noi, che a tratti noi interpretiamo, anche se in esso non ci riconosciamo. La “nuova etica” di Neumann sostiene che noi siamo responsabili anche delle condotte in cui non ci riconosciamo.</p>
<p>Il concetto di alterità acquista particolare estensione nell’etica contemporanea e, se Neumann s’appunta sull’alterità interna a ciascuno, altri spostano la riflessione sull’esterno.</p>
<p>H. Jonas definisce l’Altro come “colui che non è come me” e conferisce al termine responsabilità la connotazione saliente di tutela. La sua chiamata alla “responsabilità dell’Altro” è una chiamata alla tutela dei diversi da me. Senza lasciare spazio ad accezioni restrittive o di comodo, E. Levinàs include nel concetto di alterità anche l’Altro che ancora non c’è (e in tal modo rende responsabile l’uomo attuale degli individui futuri) e l’Altro che non ha individualità (animali, microrganismi, tutto l’inorganico, il clima, l’ambiente, le macchine). L’etica della responsabilità parla con voce attuale di emergenze attuali, dove la parola emergenza conserva il duplice significato di urgenza e di emersione.</p>
<p>É significativo che, sotto la pressione della pandemia da Covid-19, siano risuonati con inusitata insistenza i richiami alle regole, al rispetto delle direttive ed espressamente alla responsabilità. Tra aprile e maggio 2020 il monitoraggio del portale Treccani ha rilevato che, tra le parole più frequentemente indagate, compariva proprio la parola responsabilità. É poco più che un aneddoto, ma forse è l’indizio che la responsabilità è un’emergenza collettiva.</p>
<p>L’etica della responsabilità è un elemento di spicco nello specifico umano. Le sue funzioni e i suoi dilemmi richiedono approfondimenti mirati e aggiornamenti costanti, poiché ogni giorno essa dilata i propri orizzonti applicativi. Ma un assunto rimane inamovibile: l’urgenza che individui sempre più numerosi migrino dalla diffusa elusione delle responsabilità verso un’assunzione sistematica di esse. Goethe diceva che “in fondo alla sua anima ognuno sa cosa vuole la sua coscienza”; ciò non è ancora etica, se alla superficie del comportamento manifesto quell’individuo non si muove in maniera congruente con ciò che avverte nel proprio profondo.</p>
<p>Fonte immagine: 3d,Illustration,Of,Wise,Man,With,Binoculars,On,The,Top  Shutterstock/fran_kie </p>
<p>CLAUDIO WIDMANN Psicoanalista junghiano, scrittore, docente presso varie Scuole di Specializzazione in Psicoterapia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aac-consulting.it/verso-unetica-della-responsabilita/">VERSO UN’ETICA DELLA RESPONSABILITÀ</a> proviene da <a href="https://www.aac-consulting.it">AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nuovo ciclo di appuntamenti con AAC Consulting e Sostegno Imprese</title>
		<link>https://www.aac-consulting.it/nuovo-ciclo-di-appuntamenti-con-aac-consulting-e-sostegno-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AAC Consulting]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2021 14:08:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia e organizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità d'impresa e lean philosophy]]></category>
		<category><![CDATA[Risorse umane e formazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.aac-consulting.it/?p=87765</guid>

					<description><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">In attesa degli sviluppi per il webinar con UniCredit sul default esclusivo per le associazioni del territorio, AAC Consulting ha dato vita ad un Ciclo di eventi online con focus aziendale, in linea con quanto avviato con Sostegno Imprese e il patrocinio di Confindustria Assoconsult.</p>
<p style="font-weight: 400;">La premessa sta nel Progetto di Impatto [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aac-consulting.it/nuovo-ciclo-di-appuntamenti-con-aac-consulting-e-sostegno-imprese/">Nuovo ciclo di appuntamenti con AAC Consulting e Sostegno Imprese</a> proviene da <a href="https://www.aac-consulting.it">AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">In attesa degli sviluppi per il webinar con UniCredit sul default esclusivo per le associazioni del territorio, AAC Consulting ha dato vita ad un Ciclo di eventi online con focus aziendale, in linea con quanto avviato con Sostegno Imprese e il patrocinio di Confindustria Assoconsult.</p>
<p style="font-weight: 400;">La premessa sta nel Progetto di Impatto sostenibile su cui la Società Benefit è concentrata e sull’assistenza alle imprese per garantire loro gli “Strumenti per la Continuità nel Tempo”, <a href="https://www.aac-consulting.it/obiettivi-agenda-2030-onu/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.aac-consulting.it/obiettivi-agenda-2030-onu/&amp;source=gmail&amp;ust=1623140307754000&amp;usg=AFQjCNGbyj3IpnKi55s8qMEZZ8p5B7r7pg">https://www.aac-consulting.it/obiettivi-agenda-2030-onu/</a>.</p>
<p style="font-weight: 400;">AAC Consulting mette a disposizione tutti gli elementi di cui dispone, esperienza e casi di successo, consulenza e alta formazione con la School Of Management, progetti di realizzazione di Academy aziendali, la rivista Capitale Intellettuale, l’affiancamento alle associazioni nel territorio, i rapporti collaborativi con UniCredit, Istituzioni, Associazioni di Management Consulting, Camere di Commercio italiane ed estere, e due Università.</p>
<p style="font-weight: 400;">Partendo dalla visione olistica dell’azienda, dal 26/10/2020, ha già realizzato 10 webinar del ciclo Sostegno Imprese in collaborazione con UniCredit, <a href="https://www.sostegno-imprese.it/documentazione-e-video-eventi/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.sostegno-imprese.it/documentazione-e-video-eventi/&amp;source=gmail&amp;ust=1623140307754000&amp;usg=AFQjCNGzFVc5xI-pS1XcrABbXxOEvD1Enw">https://www.sostegno-imprese.it/documentazione-e-video-eventi/</a>, e ne ha calendarizzati altri 5 per il 2021 su temi di area aziendale con responsabilità, nei quali attraverseremo i processi principali sui quali si basa il Controllo d’impresa, 5 fette della stessa torta per consentire a Imprenditori e Manager di prendere di nuovo il controllo ed il piacere di fare impresa in un contesto di  Sostenibilità!</p>
<p style="font-weight: 400;">Il primo evento online:</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>17/07/2021 ore 17:00-19:15</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>“Miglioramento degli acquisti, rischi di fornitura e cost saving”</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.aac-consulting.it/eventi/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.aac-consulting.it/eventi/&amp;source=gmail&amp;ust=1623140307754000&amp;usg=AFQjCNFp2qINyJUCpqm1mRPoWe1qNtHvAw">https://www.aac-consulting.it/eventi/</a></p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.sostegno-imprese.it/#eventi" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.sostegno-imprese.it/%23eventi&amp;source=gmail&amp;ust=1623140307754000&amp;usg=AFQjCNGtlSG9cqjf5L0UY7gMwg7XCzPVog">https://www.sostegno-imprese.it/#eventi</a></p>
<p style="font-weight: 400;">Per l’occasione tra i relatori ritroveremo 3 partecipanti al convegno sul tema della Lean Organization realizzato nel novembre 2017 presso JBT John Bean Technology di Parma, alla presenza di oltre 100 persone: Alberto Mari, Armando Caroli e Stefano Antonini (vedere <a href="https://www.ali-parma.it/eventi/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.ali-parma.it/eventi/&amp;source=gmail&amp;ust=1623140307754000&amp;usg=AFQjCNF7CxzK98VsaIAp9F74GbaqyVoyRQ">https://www.ali-parma.it/eventi/</a>).</p>
<p style="font-weight: 400;">L’ing. Antonini, esperto Lean, è stato manager Ufficio Acquisti Food Italia in GEA Mechanical Equipment ed oggi è Amministratore Delegato di due importanti società per azioni venete che fanno parte del Gruppo Multinazionale GEA tedesco, e sarà lui a fornire il contributo di apertura.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>I destinatari dei temi di questo Ciclo sono i vertici aziendali, a partire dagli Imprenditori, per acquisire contenuti che influenzano le strategie.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La brochure con i dettagli e l’agenda è scaricabile nei siti sopra indicati.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://www.aac-consulting.it/nuovo-ciclo-di-appuntamenti-con-aac-consulting-e-sostegno-imprese/">Nuovo ciclo di appuntamenti con AAC Consulting e Sostegno Imprese</a> proviene da <a href="https://www.aac-consulting.it">AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Festa della Repubblica</title>
		<link>https://www.aac-consulting.it/festa-della-repubblica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AAC Consulting]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jun 2021 06:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.aac-consulting.it/?p=87757</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 2 Giugno l’Italia festeggia la nascita della Repubblica instaurata a seguito del referendum istituzionale, prima votazione a suffragio universale, del 2 Giugno 1946. Il referendum fu indetto al termine della seconda guerra mondiale, qualche anno dopo la caduta del fascismo e a seguito di 85 anni di monarchia.</p>
<p>AAC Consulting S.r.l Società Benefit augura buona [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aac-consulting.it/festa-della-repubblica/">Festa della Repubblica</a> proviene da <a href="https://www.aac-consulting.it">AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2 Giugno l’Italia festeggia la nascita della Repubblica instaurata a seguito del referendum istituzionale, prima votazione a suffragio universale, del 2 Giugno 1946. Il referendum fu indetto al termine della seconda guerra mondiale, qualche anno dopo la caduta del fascismo e a seguito di 85 anni di monarchia.</p>
<p>AAC Consulting S.r.l Società Benefit augura buona festa della Repubblica a tutti i suoi clienti, partner e collaboratori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aac-consulting.it/festa-della-repubblica/">Festa della Repubblica</a> proviene da <a href="https://www.aac-consulting.it">AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Seminario Assoconsult</title>
		<link>https://www.aac-consulting.it/seminario-assoconsult/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AAC Consulting]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2021 09:48:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[assoconsult]]></category>
		<category><![CDATA[strategie d'impresa]]></category>
		<category><![CDATA[fase esecutiva pnrr]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.aac-consulting.it/?p=87671</guid>

					<description><![CDATA[</p>
<p>La parola al presidente Morelli:</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aac-consulting.it/seminario-assoconsult/">Seminario Assoconsult</a> proviene da <a href="https://www.aac-consulting.it">AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-87671"></span></p>
<h1 style="text-align: center;">La parola al presidente Morelli:</h1>
<p><img decoding="async" class="wp-image-87673 size-full aligncenter" src="https://www.aac-consulting.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-01-alle-11.46.12.jpg" alt="" width="889" height="1254" srcset="https://www.aac-consulting.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-01-alle-11.46.12.jpg 889w, https://www.aac-consulting.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-01-alle-11.46.12-213x300.jpg 213w, https://www.aac-consulting.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-01-alle-11.46.12-726x1024.jpg 726w, https://www.aac-consulting.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-01-alle-11.46.12-768x1083.jpg 768w" sizes="(max-width: 889px) 100vw, 889px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aac-consulting.it/seminario-assoconsult/">Seminario Assoconsult</a> proviene da <a href="https://www.aac-consulting.it">AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>RECOVERY, ASSOCONSULT: DECLINARLO IN POCHI PROGETTI CON GOVERNANCE ESECUZIONE</title>
		<link>https://www.aac-consulting.it/recovery-assoconsult-declinarlo-in-pochi-progetti-con-governance-esecuzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AAC Consulting]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2021 10:36:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategia e organizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[assoconsult]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza d'impresa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.aac-consulting.it/?p=87669</guid>

					<description><![CDATA[<p>
Roma, 11 mar &#8211; Nel Recovery plan nazionale &#8220;serve una pianificazione industriale chiara. Cioè: qual è la visione strategica del Paese che vogliamo? Serve una declinazione in pochi progetti, e serve una governance nell&#8217;execution molto serrata. Ci sono molte missioni che per loro natura sono trasversali, quindi c&#8217;è bisogno di competenze e di velocità. [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aac-consulting.it/recovery-assoconsult-declinarlo-in-pochi-progetti-con-governance-esecuzione/">RECOVERY, ASSOCONSULT: DECLINARLO IN POCHI PROGETTI CON GOVERNANCE ESECUZIONE</a> proviene da <a href="https://www.aac-consulting.it">AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-87669"></span><br />
Roma, 11 mar &#8211; Nel Recovery plan nazionale &#8220;serve una pianificazione industriale chiara. Cioè: qual è la visione strategica del Paese che vogliamo? Serve una declinazione in pochi progetti, e serve una governance nell&#8217;execution molto serrata. Ci sono molte missioni che per loro natura sono trasversali, quindi c&#8217;è bisogno di competenze e di velocità. Serve un cambio di passo della Pa, serve know how, che c&#8217;è nel Paese. Serve sinergia tra pubblico e privato, e c&#8217;è bisogno di rendicontare in modo corretto i programmi e i progetti&#8221;.</p>
<p>Lo ha detto Marco Valerio Morelli, presidente di Assoconsult (Associazione delle società di consulenza e management), audito dalle commissioni Bilancio e Politiche Ue del Senato sulla Proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aac-consulting.it/recovery-assoconsult-declinarlo-in-pochi-progetti-con-governance-esecuzione/">RECOVERY, ASSOCONSULT: DECLINARLO IN POCHI PROGETTI CON GOVERNANCE ESECUZIONE</a> proviene da <a href="https://www.aac-consulting.it">AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
