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	<title>processo barriere nuovi mercati internazionalizzazione apeture lingue straniere - AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</title>
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		<title>Le PMI ed il processo di internazionalizzazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[AAC Consulting]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jul 2017 16:28:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategia e organizzazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Noi di AAC Consulting lo abbiamo ribadito molte volte:  in questo clima economico di recessione e calo della domanda interna è  fondamentale per le PMI italiane avviare un processo di internazionalizzazione strutturale che però non significa solo vendere un prodotto all'estero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aac-consulting.it/le-piccole-medie-imprese-ed-processo-internazionalizzazione/">Le PMI ed il processo di internazionalizzazione</a> proviene da <a href="https://www.aac-consulting.it">AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/7LIti9TvmEM?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
Noi di <strong>AAC Consulting</strong> lo abbiamo ribadito molte volte:  in questo clima economico di recessione e calo della domanda interna è  fondamentale per le <strong>PMI</strong> italiane avviare un processo di internazionalizzazione strutturale che però non significa solo <strong>vendere un prodotto all&#8217;estero</strong>.</p>
<p>Esplicita molto bene la situazione il Dott.re Marchese nel suo articolo apparso nell&#8217;ultimo numero di <a href="https://www.aac-consulting.it/capitale-intellettuale.asp">Capitale Intellettuale</a>; le piccole medie aziende ancora oggi hanno paure ad affrontare i mercati esteri a causa di diversi motivi tra cui la poca dimestichezza con le lingue straniere, la paura di culture differenti e la scarsa capacità di investire in progetti a medio lungo termine.  Si parla di un certo grado di arretratezza mentale di cui soffrono ancora le <strong>PMI</strong> italiane e di una sorta di paura nell&#8217;investire in nuovi mercati o nel cercare nuovi sbocchi commerciali là dove magari i nostri prodotti potrebbero essere apprezzati.</p>
<p><strong>PENSA GLOBALE ED AGISCI LOCALE </strong></p>
<p>Questo concetto, sintetizzato per la prima volta da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Zygmunt_Bauman"><strong>Zygmunt Bauman</strong></a>, dovrebbe essere alla base della visione di tutte le imprese che oggi vogliono o devono ampliare il proprio raggio d’azione.</p>
<p>In buona sostanza si tratta di cogliere a pieno tutti i vantaggi derivati dalla globalizzazione, ossia creare prodotti e servizi che sappiano sfruttare al meglio le tendenze globali e allo steso non dimenticare di  prendere in considerazione le culture e i “segni” distintivi dei target locali a cui ci si rivolge.</p>
<p>Sicuramente è un lavoro che necessita impegno e costanza, ma le piccole medie imprese italiane hanno oggi più di una possibilità per attivare questo processo di globalizzazione intelligente.</p>
<p>Ad esempio la possibilità di attivare un consulente esterno che possa formare persone interne all&#8217;azienda sui processi di internazionalizzazione offrendole quindi la possibilità di camminare con le proprie gambe. Oppure, oggi molto richiesto, la possibilità di usufruire di un <strong>“Temporay Export Manage</strong>r<strong>”</strong>, una figura esterna all&#8217;azienda che opera esclusivamente per la ricerca di nuovi mercati di sbocco e che in alcuni casi è pagata solo se si raggiungono specifici obiettivi di vendita o di immagine decisi a priori con l’azienda cliente.</p>
<p><strong>MADE IN ITALY UN VANTAGGGIO COMPETITIVO DA SFRUTTARE</strong></p>
<p>L’Italia gode in molti mercati di un vantaggio competitivo che la pone in posizione di vantaggio rispetto ad altri concorrenti. Il MADE IN ITALY è tutt’oggi sinonimo di alta qualità e creatività. Ovviamente questo vantaggio va coltivato e protetto, non si può certo dormire sugli allori.!!</p>
<p>Oggi occorre fare proprie dinamiche organizzative e processi produttivi che pongano la qualità al centro di tutto. Produrre senza sprechi, avere sempre un quadro aggiornato e comprensibile dei dati aziendali,investire sulle Risorse Umane, sono solo alcune delle logiche da adottare e che ben rappresentano il percorso indicato da Industy 4.0 e sottolineato da Marchesi nel suo articolo.</p>
<p>Siamo in accordo con Marchesi quando dice che oggi l&#8217;internazionalizzazione non è più una scelta ma un obbligo ed il compito delle società di consulenza come la nostra è quello di guidare ed incoraggiare il percorso di chi ha ancora pochi mezzi ma molta intraprendenza. In fondo nessuna azienda è troppo piccola per poter competere in modo globale, occorre solo crederci.</p>
<p>Versione completa dell&#8217;artico di Peppino Marchese, <em><a href="http://www.capitale-intellettuale.it/archivio/a8/1/capitale-intellettuale-a8-n1.asp">&#8220;Cosa significa per le aziende internazionalizzare oggi? &#8220;. </a> Capitale Intellettuale anno 8 n.1</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aac-consulting.it/le-piccole-medie-imprese-ed-processo-internazionalizzazione/">Le PMI ed il processo di internazionalizzazione</a> proviene da <a href="https://www.aac-consulting.it">AAC Consulting | Consulenza e formazione per accrescere il tuo business</a>.</p>
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